“Lo sai che a Palermo ci sono borgate che tutti nominiamo… ma che nascono da storie che nessuno ricorda più?”
La costa sud di Palermo è costellata di borgate dai nomi familiari — Sant’Erasmo, Sperone, Bandita, Acqua dei Corsari — che oggi attraversiamo senza soffermarci. Eppure ogni nome racchiude un significato preciso, legato alla storia sociale, economica e marittima della città. Recuperare queste origini significa ridare identità a un territorio spesso percepito solo come periferia.
Sant’Erasmo: origine e ruolo storico
Tra le borgate della costa sud di Palermo, Sant’Erasmo rappresenta uno dei punti più importanti. Il nome deriva da un’antica chiesa sul mare e identifica un’area che, tra Ottocento e Novecento, era un nodo strategico per i collegamenti e le attività portuali.
Qui passava anche la linea ferroviaria Palermo–Corleone, segno di una costa integrata nello sviluppo urbano e nei commerci del territorio.

Sperone e Bandita: curiosità sui nomi
Proseguendo lungo la costa sud si incontrano Sperone e Bandita, due borgate dai nomi particolari e ricchi di storia.
Lo Sperone deve il suo nome a una struttura del Settecento legata alla giustizia pubblica, mentre Bandita rimanda a un contesto popolare fatto di taverne, viandanti e vita quotidiana legata al mare.
Queste zone, oggi marginali, erano un tempo parte di un paesaggio vivo e frequentato.
Acqua dei Corsari e l’Agrumaria: una costa produttiva
Il percorso lungo la costa sud di Palermo arriva fino ad Acqua dei Corsari e all’area dell’Agrumaria di Corleone, nomi che raccontano attività, approdi e produzione.
Tra XIX e XX secolo questo tratto di litorale era caratterizzato da stabilimenti balneari, commercio e infrastrutture, inclusa la rete ferroviaria che collegava queste borgate alla città.
Oggi molto di questo è scomparso o poco visibile, ma le tracce restano. Conoscere la storia delle borgate della costa sud è il primo passo per immaginare una nuova valorizzazione di questi luoghi.